mercoledì 24 giugno 2020

Calabria: in viaggio alla ricerca delle perle italiane più preziose (1a tappa)



Dopo l'esperienza della quarantena e con tanta voglia di ricominciare, è iniziato il 22 giugno il tour ideato da Undiscovered Italy Tours e  Daniela Corti Event e patrocinato da Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo) in collaborazione con la camera di commercio di Vibo Valentia, i comuni di Soverato e  Gerace. Un breve, ma intenso itinerario che tocca entrambe le coste calabresi, la Jonica e la tirrenica. Infatti la base del tour è stata Roccella Jonica, nel bellissimo Parco dei Principi (www.parcodriprincipi-roccella.com), mentre la prima tappa è stata Pizzo Calabro, bellissimo borgo arroccato su un promontorio tufaceo a picco sulla  Costa degli Dei o Costa Bella. 






Si tratta di alternanze di cale sabbiose a promontori rocciosi, con al largo il profilo in vista dell’Isola di Stromboli, la più orientale delle isole Eolie, con l'immancabile pennacchio di fumo. . I lidi sabbiosi migliori si trovano più a nord, lungo il Golfo di S. Eufemia, con un litorale sabbioso quasi continuo. 

Dal punto di vista prettamente climatico Pizzo possiede un clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e soleggiate, con bassa probabilità di piogge. La stagione balneare inizia solitamente a metà maggio e si prolunga fino a metà ottobre,.

Pizzo è famoso in tutto il mondo per il suo gelato artigianale, che ha ottenuto il marchio IGP e che si può gustare in ben 12 gelaterie collocate nei pressi della centralissima piazza della Repubblica Non si può visitare Pizzo senza assaggiare il suo celebre tartufo: un gelato alla nocciola modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto di cacao amaro in polvere e zucchero. È stato inventato negli anni '50 del 1900 e da allora è diventato un must di Pizzo. 

Di interesse storico-culturale notevole, spicca nel borgo il famosissimo Castello Aragonese di Pizzo o “Castello Murat” della seconda metà del XV secolo, in cui, nel 1815, fu imprigionato e fucilato iil Re di Napoli Gioacchino Murat per aver cercato di sollevare un moto popolare contro Ferdinando IV di Borbone.  È una costruzione quadrangolare da un lato a picco sul mare e dall'altro circondata da un profondo fossato. attualmente è adibita a Museo.

Il Forte della Monacella, ristorante sul mare, offre piatti tipici locali. 


Per godere per qualche giorno di tanta bellezza, a  pochi km dal mare e dalla cittadina di Pizzo, immerso in un’area collinare di 140 ettari di boschi e laghi, ecco il Popilia Country Resort del Gruppo Callipo.

La piacevole brezza proveniente dal mare lo rende il luogo ideale per una vacanza incredibilmente rilassante, anche nei giorni più caldi d’estate.

È una moderna e raffinata struttura a 4 stelle, comodissima da raggiungere in quanto situata a soli 25 minuti circa dall’aeroporto internazionale di Lamezia. 


La struttura dispone di 16 eleganti Suite nel corpo dell'Hotel, finemente arredate in stile classico, con vista panoramica sul mare e sulle colline calabresi, oltre a 58  luminosi casali in stile Cottage.

Per rigenerare corpo e mente,  sono a disposizione i benefici dell’idroterapia e della massoterapia. Il rilassante colore azzurro e le gorgoglianti bollicine della piscina idromassaggio, del nuoto controcorrente, la sauna finlandese, il bagno turco alle essenze aromatiche, il cammino del benessere e le docce emozionali suscitano fantastiche sensazioni. 

Nel Ristorante Antica Crissa di Popilia Country SPA Resort la cucina si distingue per l’alta qualità dei cibi e per la professionalità del personale che lo rendono uno dei migliori ristoranti in Calabria, servendo ottimi piatti della cucina calabrese e internazionale. 

In una location così speciale è possibile organizzare matrimoni o altri eventi indimenticabili, circondati da una cornice affascinante e suggestiva. a(www.popiliaresort.it)

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Nicoletta Curradi 

mercoledì 3 giugno 2020

Una novità per fiorentini e turisti: lo chef Marco Stabile a Ditta Artigianale

 Dal 6 giugno 4 week end con la nuova toscanità in via dello Sprone 5r, per invitare i fiorentini  (ma anche i turisti...) a tornare a vivere il centro storico della città del  giglio.


   Due eccellenze fiorentine in sinergia per dare un segnale di speranza post Covid-19: nasce la collaborazione tra Marco Stabile, chef stellato e titolare del ristorante Ora d’Aria, e Ditta Artigianale, linea di caffetterie specialty, ristorante e gin bar guidata dal coffee lover Francesco Sanapo, che nei locali di via dello Sprone ospiterà per quattro appuntamenti, a partire da sabato 6 per  tutti i finesettimana del mese di giugno, dalle ore 12 alle 16, il “bLunch Artigianale” firmato dallo chef Stabile. Una sinergia che prende vita dalla volontà delle due realtà di fare squadra in un periodo così delicato per il mondo della ristorazione e offrire una proposta originale per riscoprire la voglia di uscire, con responsabilità, e stare insieme davanti a del buon cibo. Ogni settimana, fino al 28 giugno, lo chef stellato proporrà un menu diverso, intrecciando la proposta internazionale del brunch con l’alta cucina italiana e materie prime del territorio. Ad esaltare la proposta gastronomica una linea di brunch cocktail firmati da Julian Biondi, noto esperto di mixology e bartender fiorentino seguitissimo sulla rete sulla pagina “Momenti Culturali”. “La parola collaborazione in questo momento di forte crisi per me significa resistenza – dichiara Francesco Sanapo – credo fortemente che fare rete e lavorare insieme sia fondamentale per guardare al futuro. Ricerca della qualità, dedizione, passione sono caratteristiche che ho in comune con lo chef Stabile, che ormai considero un amico. Non si tratta di un’iniziativa di puro business ma piuttosto di un’attività che nasce per amore di Firenze e dei fiorentini”. “Da molto tempo con Francesco avevamo in mente di fare qualcosa insieme, ma alla fine era proprio il tempo che ci mancava. Questo stop – dichiara Marco Stabile – ci ha permesso di mettere le basi per avviare una sinergia che guarda al futuro. La proposta brunch si rivolge prima di tutto ai fiorentini, che abbiano voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. È godibile da tutti gli italiani, ma parla un linguaggio trasversale in grado di abbracciare i turisti che torneranno in città. È un percorso di studio per noi, in un momento che richiede riflessione e innovazione. Il menu cambierà ogni volta, seguendo il filo conduttore della nuova toscanità: dopo questa pausa casalinga abbiamo tutti bisogno di coccole, di mangiare cose che possiamo capire ma con il tocco magico dell’alta ristorazione che ci permette di vivere un’esperienza”.

 Il menu pensato per sabato 6 giugno prevede per iniziare l’“Uovo toscano benedetto”, versione rivisitata in chiave locale dell’uovo alla Benedict, ovvero pane toscano arrostito con sugo di arrosto, ragù di finocchiona, uovo pochè e crema di pecorino al lime.. 


 A seguire “Panzanella ciliegie e bacon”, realizzata con pane integrale, pomodoro, cetriolo, basilico, ciliegie e aceto di mela, olio EVO, sale Maldon, crumble di pane e bacon arrostito. 



Come primo piatto “Gnocchetti di patate con salsa al triplo pomodoro, burro e acciuga”, seguito da “Faraona-cake con salsa di scalogno e aceto balsamico”, un crab cake che sostituisce il granchio con la faraona, servito su insalata al balsamico e salsa di scalogno e balsamico. Per una dolce conclusione due dessert: il “Banana e Fiordisalvia Bread” classico banana bread, ma con fiori di salvia al posto della cannella, tostato al momento e accompagnato con due confetture e burro salato; e infine il “Tiramisù doppia panna e fragola”, con pangenoise alla fragola, servito panna montata, un velo di cacao e un pizzico di liquirizia. Costo per il Blunch Artigianale: €30 a testa Prenotazioni allo 055 045 7163 e info@dittaartigianale.it Marco Stabile, toscano classe 1973, esordisce, accanto a Guido Sabatini; fondamentale è l’insegnamento del suo maestro, Gaetano Trovato. Tra le esperienze significative l’apertura de L’Osteria di Passignano della famiglia Antinori, la lunga permanenza da Arnolfo e quella presso Il cavaliere del Castello di Gabbiano dell’azienda enologica Beringer Blass. Al termine di questo percorso, che lo ha portato ad affinare le tecniche e coltivare il talento, Stabile è arrivato al progetto Ora d’Aria dove ha finalmente potuto esprimere al meglio la sua personalità, il suo spirito curioso, cosmopolita ed innovativo forte, però, di una radicata tradizione che è cultura, famiglia, territorio e che ha il coraggio di rivelarsi nella magia di quei sapori che rimandano all’infanzia ma carichi di una straordinaria contemporaneità. Con Ora d’Aria nel 2009, lo chef fa ingresso nella prestigiosa associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe. Da allora tanti sono i riconoscimenti che lo chef può vantare che premiano la curiosità e la capacità di Marco Stabile di vedere lontano e di anticipare le tendenze; esempio è l’avvicinamento al mondo della birra che gli ha dato modo di confrontarsi con un prodotto versatile, dalle molte identità, indagando un’innovativa prospettiva di cucina. L’impegno è stato tale da portare il ristorante Ora d’Aria ad essere premiato per la Carta delle birre, dalla Guida ai ristoranti dell’Espresso, e per la migliore cucina con la birra da Identità Golose. Alle fine del 2011 arriva il riconoscimento più ambito: la prima stella Michelin. Francesco Sanapo è riuscito a unire il proprio lavoro a una maniacale passione per il caffè.  Nei numerosi viaggi nei paesi d'origine del caffè, va alla ricerca delle materie prime più esclusive ed etiche, creando un contatto diretto con ogni singolo produttore, basato sulla fiducia e il rispetto reciproco. Nel 2013 è iniziata l’avventura di Ditta Artigianale che nasce per dare risalto alla qualità dell'artigianalità italiana, applicata al mondo del caffè. I caffè sono disponibili per l’acquisto nei punti vendita di Firenze (via dei Neri 32/r e in via dello Sprone 5/r)  e su www.dittaartigianale.it Ditta Artigianale è la prima linea di caffetterie specialty (dedicate a caffè di particolare pregio gustativo) italiana, diretta dal pluripremiato campione baristi Francesco Sanapo, che sceglie le migliori miscele e monorigine nei paesi di produzione, direttamente dalle farm. È anche microtorrefazione, e i caffè, tostati e serviti freschi, sono disponibili per l’acquisto anche su www.dittaartigianale.it. Ditta Artigianale è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 24. Per informazioni e prenotazioni: 055 045 7163.

Fabrizio Del Bimbo 

domenica 3 maggio 2020

Il rilancio di Meraviglia italiana"



Avviata con importanti patrocini istituzionali ed entusiasmanti “numeri” sul web, la preziosa iniziativa si apre ora alle “Meraviglie Italiane nel Mondo” e alle “Meraviglie Italiane del Gusto” per favorire la rinascita del Bel Paese e allargare la platea dei suoi estimatorie fruitori.



In un momento in cui il nostro Paese ha urgente esigenza di rialzarsi e di individuare nuove strategie di crescita e sviluppo, desideravo segnalarti il rientro in campo e il rilancio di “Meraviglia Italiana” (www.meravigliaitaliana.it), un progetto nato nel 2010 ed avviato in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con il patrocinio di Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ministro della Gioventù e Ministro del Turismo, Ministero dei Beni e Attività Culturali, oltre quello di numerose Regioni ed Enti locali. Progetto che oggi si rilancia imboccando nuove strade.

L’obiettivo è lo stesso. Far scoprire nuove ricchezze “nascoste” del nostro Paese, “Meraviglie Italiane” che non ci si immagina, oltre quelle che tutti conosciamo, indirizzando l’iniziativa in particolare alle giovani generazioni e a tutti coloro che desiderano fare un tuffo nella storia, nell’arte, nella bellezza e nell’unicità di questo nostro straordinario Paese. Un contributo, insomma, perché sempre più persone possano scoprire e godere di questi altri nostri tesori, che suscitano sorpresa e meraviglia. E con ciò, lo stimolo all’acquisizione di competenze professionali e all’avvio di percorsi di iniziativa imprenditoriale.

Accedendo alla pagina http://www.meravigliaitaliana.it/it/Proponi/ è possibile proporre una “Meraviglia” scelta tra i settori dei beni culturali, delle manifestazioni e tradizioni, delle eccellenze enogastronomiche, dei paesaggi e punti panoramici, dei siti culturali, al fine di censirle, raccontarle, promuoverle e in ultimo “premiarle”, farle apprezzare dal grande pubblico.

“Meraviglia Italiana”, iniziativa senza alcuna finalità di lucro, è nata per portare alla luce, svelare e promuovere con una narrazione nuova, l’identità, l’unicità, l’eccezionalità dell’Italia, quindi per raccontare il suo immenso patrimonio storico, artistico e culturale con le sue innumerevoli (talvolta inespresse e sovente non troppo apprezzate) ricchezze, e per stimolare lo sviluppo di una più forte coscienza civica sulla necessità e opportunità di tutelare e valorizzare i “beni pubblici”. Un compito “ideale” entusiasmante, coinvolgente, esaltante, che negli anni ci ha dato grandi soddisfazioni oltre alla concretezza di un’importante performance che ha di fatto “illuminato” da diverse prospettive la “vetrina” del Belpaese con le sue tante “meraviglie”, connettendole al territorio e a sempre nuovi fruitori.

Oggi “Meraviglia Italiana” si mette ancora una volta al servizio del Paese, continuando in questa sua opera di valorizzazione del patrimonio nazionale, ma dovendo e volendo reinventarsi alla luce dei profondi cambiamenti economici e sociali mondiali. Ma comunque fedele alla propria mission, imboccando perciò con decisione altre strade virtuose ritenute utili a “leggere” e sostenere i suoi obiettivi di sempre, e a stimolare la propria utenza ad affrontare con decisione e coraggio l’inedito scenario economico e competitivo che ci attende. In tal senso, ecco allora un deciso passo avanti: l’impegno per la valorizzazione del Made in Italy.

Non solo storia, arte, cultura. Le nuove circostanze impongono una altrettanto incisiva azione di “Meraviglia Italiana” per la valorizzazione di settori chiave come l’artigianato e l’enogastronomia, l’italianità all’estero: quelli che poi esprimono altrettanto bene chi siamo e cosa sappiamo fare di eccellente, straordinario, inimitabile, e la nostra celebrata capacità creativa, che da grande tradizione sa diventare presto e bene innovazione e risorsa.

Il “bollino” di Meraviglia Italiana certifica così la bellezza e l’unicità di tante nuove realtà italiane, ne favorisce la riscoperta e la promozione nazionale ed internazionale.
Posizione geografica invidiabile, clima mite, patrimonio storico, artistico e culturale senza pari al mondo. La naturale vocazione economica italiana è il Turismo, con arte, cultura, eventi e gastronomia a fare da ineguagliabile corollario, mirabilmente sintetizzati in tanti luoghi disseminati sulla penisola, talvolta poco conosciuti.

Oltre il programma di censimento, schedatura, certificazione\votazione delle nuove Meraviglie territoriali, artistiche e culturali nazionali, il nuovo obiettivo progettuale è uno screening, una selezione, un approfondimento e una certificazione delle “Meraviglie Italiane nel Mondo”, che consentirà, intanto e appunto, di internazionalizzare efficacemente l'iniziativa, e poi di gettare (finalmente) nuova luce, ponendo sotto la lente di ingrandimento "opere e giorni" degli italiani oltre confine. Di scoprire e raccontare impegno, fantasia, creatività, organizzazione, e ancora unicità, del genio italico nei cinque continenti. Ciò, con immaginabile beneficio di nuova immagine per il Sistema Paese, e di nuove opportunità di interrelazione, aggregazione, crescita, per i fruitori e i protagonisti del progetto, quindi per il "pubblico" dei giovani italiani in cerca di strada e di prospettive. Tutto questo in un contesto di lavoro oramai assolutamente globalizzato, informatizzato, e che pretende competenze e formazione extraterritoriali per garantire effettiva concorrenzialità.

L'altro ambito su cui si punta decisamente è: “Meraviglia Italiana del Gusto”: sterminato e pressoché inesauribile "viaggio" tra le immense ricchezze del Made in Italy enogastronomico, in particolare alla scoperta e al racconto del rapporto stretto tra "prodotto" e retroterra che lo genera. Scoperta e racconto dei tanti “territori del gusto” e delle “città del gusto” che segnano fittamente e praticamente, in ogni dove, la formidabile mappa geografica e antropica dell'Italia.

L’Italia, paese d’origine della dieta mediterranea riconosciuta come modello virtuoso di salute e Patrimonio dell’Umanità da parte di Unesco dal 2010, possiede infatti una “fortuna” alimentare unica al mondo, frutto di una storia plurimillenaria che ha visto svilupparsi nel suo territorio il rapporto uomo-cibo sulle direttrici del costante confronto interculturale e della tensione ad armonizzare ricchezze territoriali e bisogni delle popolazioni con le locali risorse umane. Ne è nato un tesoro unico di saperi e sapori, sensibilità e competenze, saggezze antiche e radicate. Una ricchezza fondata anche sulla biodiversità del territorio, che non può essere sepolta sotto una cenere di disattenzione, ma che deve invece costituire la base per il recupero e la difesa di un atteggiamento sano nei confronti del cibo e dell’ambiente in cui esso si produce e si consuma.

Nicoletta Curradi 

martedì 28 aprile 2020

Alla scoperta della Sardegna più bella


A pochi passi dalle più belle spiagge del Mediterraneo, Aquadulci in località Spartivento a Chia (CA), incarna l’anima più autentica della Sardegna e offre un soggiorno di relax in mezzo alla natura.

Il mare dalle sfumature color smeraldo, splendide spiagge e la profumata macchia mediterranea: a meno di un’ora di auto da Cagliari va in scena lo straordinario spettacolo di Chia. Sabbia bianca finissima, fondali bassi e acqua cristallina sono il biglietto da visita della località Spartivento, sulla costa sud-occidentale della Sardegna. Tra le spiagge più belle spicca Su Giudeu, famosa per le alte dune, proseguimento di s’Aqua Durci, alla cui bellezza ancora selvaggia s’ispira Aquadulci. È una morbida architettura che si fonde col paesaggio a caratterizzare l’hotel 4 stelle che sorge a pochi metri dal mare, da cui si può uscire anche a piedi nudi, calpestando la morbida erba del giardino e, una volta attraversata la passerella di legno sullo stagno punteggiato dai fenicotteri, raggiungere l’incantevole baia. Il raffinato hotel, i cui arredi hanno i colori tenui del giunco, del salice e dell’asfodelo, impreziositi dalla luce calda del Mediterraneo e dal profumo del mare, è un inno alla natura circostante e all’antica tradizione artigiana dell’isola. All’esterno, bouganville, ulivi e palme incorniciano la piscina con idromassaggio e l’oasi benessere - ricavata in un gazebo di bambù dove concedersi massaggi e trattamenti, con l’esclusiva linea cosmetica che utilizza le piante officinali della Sardegna: mirto ed elicriso, ginepro e lavanda. È da questa terra meravigliosa e genuina che arrivano anche i prodotti che ogni giorno imbandiscono la tavola del ristorante à la carte Aquadulci, che delizia con le materie prime e le eccellenze del territorio: il pescato del giorno, le paste fresche fatte a mano, l’aragosta di Sant’Antioco, i pomodori di Camona di Pula, il prosciutto di Villagrande e tante altre prelibatezze. Ogni giorno in questo luogo unico, si può vivere una nuova avventura tra romantiche passeggiate lungo le spiagge, escursioni a cavallo, gite in barca a vela alla scoperta di calette nascoste o raggiungibili solo via mare, tour in mountain bike, corsi di windsurf e kitesurf, tennis e golf o, semplicemente, dedicarsi al relax di corpo e mente. Prezzi a partire da 75 euro a persona al giorno in formula B&B.

Link Dropbox cartella immagini: http://bit.ly/AquadulciSardegna
Per informazioni: Aquadulci Hotel
Località Spartivento, Chia, 09010 Domus de Maria, Cagliari (CA)
Tel. 070 9230555
E-mail: info@aquadulci.com

Nicoletta Curradi 

mercoledì 12 febbraio 2020

BTO 2020. I sistemi di pagamento sottopelle


Prima giornata di BTO 2020. 


Nel mercato dei sistemi di New Digital Payment, la nuova frontiera è della svedese Biohax 
che permette di pagare qualsiasi somma di denaro tramite microchip

Gli italiani sono pronti a farsi impiantare id e sistemi di pagamento sottopelle? È stato questo il tema dell’intervento di Biohax, startup fondata dallo svedese Jowan Österlund nel 2013, nella prima giornata di BTO2020, in corso alla Stazione Leopolda di Firenze. In un contesto di crescita delle nuove forme di pagamento digitale, Biohax vuole rendere possibile pagare una qualsiasi somma di denaro tramite microchip, quindi vuole “sdoganare” il processo di check-out usando la propria mano (Biohacking). 
Pagare un caffè, il biglietto del treno, lo shopping senza i contanti o le carte, scordandosi a casa il portafogli sarà possibile, e sarà Biohax che offrirà il servizio, questo grazie ad accordi con provider esterni. Il servizio è già disponibile per paesi come la Svezia e gli US, mentre in Italia e in Giappone l’azienda sta lavorando per creare accordi che permetteranno di arrivare presto al pagamento tramite chip.
“Ma non ci fermiamo al pagamento con il semplice denaro, infatti già ora possiamo offrirci come wallet digitale per le cryptovalute, abbracciando così il mondo dei pagamenti e del denaro a 360°. Il tutto verrà fatto usufruendo della tecnologia NFC (Near Field Communication)”, dichiara Eric Larsen,  Executive Chairman di Biohax Italia. Aggiunge Gianluca Zanframundo, Business Developer Biohax Italia “Abbiamo sviluppato una app per associare le carte di credito e ogni altra carta dotata di questo tipo di tecnologia al chip e rendere possibile da lì in poi lo spostamento dei dati all’interno della mano e il pagamento tramite la stessa. In questo periodo stiamo lavorando, a contatto con un istituto di ricerca in UK e alcuni PhD anche per implementare la parte Blockchain per la data security, altro grosso obiettivo di Biohax è proprio questo, ridare letteralmente nella mano delle persone il controllo dei propri dati, a dispetto di quanto avviene ora dopo i pagamenti con carte o cellulari, i quali disperdono i nostri dati rendendoli “attaccabili” da istituti finanziari, agenzie di marketing, ecc”.
Il sistema di base Biohax si basa su Hedera (www.hedera.com); la società presenterà il suo prodotto, il chip Expo2020, in occasione del Dubai Expo2020 (ottobre 2020-aprile 2021).
Quindi, nonostante l’Italia sia ancora in ritardo per quanto concerne il tema pagamenti elettronici - infatti occupa il 23esimo posto (su 27 paesi) nella classifica delle transazioni con carta pro-capite con soli 65 pagamenti all’anno a testa (mentre la media in Europa è ben superiore alle 100 transazioni a testa) – è possibile notare una crescita a partire dal 2018 per i pagamenti con carta che salgono a 240 miliardi di euro, pari al 37% dei pagamenti delle famiglie italiane. 
I New Digital Payment (Contactless e Mobile Proximity Payment) aumentano del 56% e arrivano a rappresentare un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta per un totale di 80 miliardi di €. Un’importanza rilevante, oltre alla consapevolezza ormai acquisita da utenti ed esercenti, è anche la crescita del numero di carte e POS abilitati: oltre 1 carta su 2 (60 milioni, +17%) a fine 2018 e più di 3 POS su 4 (1,7 milioni, +21%) sono contactless. Si stima che i pagamenti contactless entro il 2021 potranno valere tra i 75 e i 100 miliardi di euro. Sul piano nazionale sono stati stanziati 3 miliardi di euro da assegnare come incentivo ai cittadini che sceglieranno di utilizzare prevalentemente strumenti di pagamento alternativi al contante. Sulla base di questi dati, è facile prevedere che realtà come Biohax Italia avranno un’accoglienza positiva e che la nuova tecnologia verrà ben presto accettata e integrata a livello nazionale.



Nicoletta Curradi 

giovedì 6 febbraio 2020

Un'ottima idea per l:estate: un corso alla Brillantmont

L:Istituto Sangalli di Firenze ha ospitato la presentazione dei corsi estivi 2020 della Brillantmont,una scuola mista internazionale di Losanna, fondata nel 1882 e tuttora gestita dalla stessa famiglia. La scuola  prevede frequenza giornaliera ed è dotata di convitto. Accoglie 100 allievi interni e 40 studenti esterni di oltre 35 nazionalità diverse e di età compresa tra gli 11 e i 18 anni. Brillantmont sorge nel cuore di Losanna, nella Svizzera francofona e si affaccia sul Lago Lemano e sulle Alpi. Dista 40 minuti dall’aeroporto internazionale di Ginevra. La scuola è pienamente riconosciuta da NEASC e CIS e si prefigge come obiettivo l’eccellenza.
Gli studenti di Brillantmont seguono corsi molto stimolanti che consentono di conseguire titoli riconosciuti a livello internazionale (IGCSE, A Level britannico; American High School Diploma, SAT Test, SAT Subject Test). I programmi per gli studenti dei livelli 7-10 (11-18 anni) garantiscono la preparazione necessaria al conseguimento dell’International Baccalaureate (IB) Diploma. Il numero ridotto di allievi per ogni classe assicura a ogni studente la massima attenzione degli insegnanti e la presenza di stimoli continui.
Ogni studente è diverso dall’altro e Brillantmont prevede programmi personalizzati per assicurare che un percorso di studi presso l’istituzione apra le porte alle università di tutto il mondo. Tutti gli studenti possono usufruire delle molte attività extra scolastiche disponibili, tra cui si citeranno a titolo di esempio “Habitat for Humanity”, “Model United Nations”, il club documentaristico, il club di teatro, un gruppo vocale, rock band e numerosi sport tra cui rugby, pallavolo, calcio, yoga, pilates e altri ancora. Le escursioni organizzate durante i fine settimana consentono agli studenti di cimentarsi in nuove attività, scoprire altre città e regioni della Svizzera e dei Paesi vicini.


Nei mesi di luglio e agosto, Brillantmont offre corsi estivi per ragazze e ragazzi tra i 10 e i 17 anni. Al mattino imparano inglese o francese in classi con pochi allievi; al pomeriggio praticano sport, mentre la sera e durante i fine settimana usufruiscono di un programma molto ricco di attività ed escursioni. La durata del soggiorno è elastica, dalle 2 alle 6 settimane.
Info: http://www.brillantmont.ch/


Nicoletta Curradi 

venerdì 21 giugno 2019

Viaggio alla scoperta dei colori della Puglia meno conosciuta



La Puglia non finisce mai di stupire persino il suo più assiduo visitatore con i suoi colori, che cambiano da zona a zona, passando dalla costa all'entroterra.




Nella parte più interna della provincia di Foggia, distante dal mare azzurro del Gargano, si incontra un'immensa distesa verde, composta da pianure e da boschi, che circonda il borgo di San Marco la Catola,  in un territorio dal profilo geometrico irregolare. Si sa che  il verde è la somma di blu, tinta che esprime calma assoluta, e di giallo, che indica energia pura, quindi regala calma e un effetto rasserenante. 

Non solo per questo è il colore più rilassante, lo è anche perché è il più semplice, per l’occhio umano, da rielaborare. Ecco perché un soggiorno a San Marco La Catola è un'esperienza così riposante. Verdi distese ondulate a perdita d'occhio si alternano a fitte boscaglie quasi impenetrabili. 

Le origini del borgo risalgono al medioevo ma non si hanno notizie certe sui suoi fondatori: alcuni storici sostengono che sia stato fondato nel Duecento da crociati reduci dalla Terra Santa, mentre secondo altri furono i profughi della vicina Montecorvino, distrutta da Ruggero II d’Altavilla, a fondare il paese nella prima metà del XII secolo. Altri ancora, invece, sostengono che a dare origine al paese furono i superstiti alla peste che colpì la Daunia durante la metà del Trecento.

San Marco la Catola ha seguito nel corso dei secoli la storia del territorio circostante, assoggettato a tanti popoli diversi,   come    normanni, 

svevi, angioini e aragonesi, a cui subentrarono, a partire dall’inizio del XVI secolo, prima gli spagnoli, poi gli Asburgo e i Borboni fino all’unità d’Italia. Dalla fine dell'Ottocento e soprattutto negli anni Cinquanta del Novecento il paese ha conosciuto una notevole emigrazione verso paesi esteri e gli abitanti oggi non raggiungono le mille unità. Il borgo si ripopola in estate, quando le famiglie degli emigrati tornano e riaprono le loro case.





Camminare lungo le viuzze strette del borgo, tra portali e stemmi prestigiosi, permette di respirare una storia secolare. 

Una visita suggestiva, anche per chi non crede, è senza dubbio consigliata al Santuario Madonna di Giosafat e al Convento dei Frati Minori Cappuccini. 




Nel convento, risalente al 1585, soggiornò padre Pio da Pietrelcina negli anni 1905-1906 e poi nel 1918. Tutto è rimasto intatto come il Santo lo ha lasciato: quindi si possono vedere ancora la sua sobria celletta, i suoi libri e i suoi effetti personali. 

Nella parte alta il  Palazzo ducale, detto  castello, un tempo proprietà della nobile famiglia napoletana dei Pignatelli, feudatari di San Marco la Catola, fu probabilmente ampliato in più fasi. Oggi in rovina, si presenta come un palazzo fortificato circondato da mura munite di bastioni e contrafforti. Ma presto accurati restauri lo riporteranno agli antichi splendori e sarà destinato ad attività culturali 

La seicentesca Chiesa Madre San Nicola di Mira, conserva le reliquie di vari  santi Martiri, come Liberato, il patrono del paese.

Da visitare anche la  Cappella dell'Annunciazione, annessa all'ex Palazzo dei Marchesi Mazzaccara (XVIII - XIX sec.) poi Episcopio estivo del Vescovo di Lucera, oggi sede dell'associazione privata di fedeli denominata Comunità delle Piccole Ancelle del Cuore Immacolato di Maria.
Non solo storia a San Marco la Catola, ma anche attrazioni naturalistiche, come il  Bosco di San Cristoforo, che presenta varie specie arboree ad alto fusto e alcune grotte di antica origine, mentre i sentieri, dato l'aspetto selvaggio e incontaminato del territorio, sono adatti agli appassionati di trekking  più esperti. Chi non se la sente di avventurarsi da solo può rivolgersi alle guide della Cooperativa Gran Burrone.






Tra gli eventi e gli appuntamenti tradizionali che scandiscono il calendario del borgo, il 19 agosto si celebra la festa del Patrono, San Liberato Martire. Per l’occasione viene allestita la fiera di San Liberato. 
Il giorno successivo viene organizzata la giostra della jaletta, una gara medievale tra i vari rioni del borgo.

Si tratta di un torneo equestre che secondo la tradizione risalirebbe al periodo medievale e si sviluppa attorno ad una tinozza di legno a doghe con al di sotto una fessura ad anello: la jaletta. Per l’occasione si affrontano 4 cavalieri per ognuno dei 7 rioni nel tentativo di infilare la verga nella fessura posta sotto la jaletta, che, riempita d’acqua, è appesa ad una fune tra due balconi.

Consigli per alloggiare:
B&B Valle Saccone Tel. 329 008 3697
Relais San Pietro www.relais-celenza.it


Fabrizio Del Bimbo 


Foto di Nicoletta Curradi