mercoledì 5 gennaio 2022

In Val Ridanna (Vipiteno – Alto Adige), tra neve e pietre minerarie​




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Ampia circa 18 km, la Val Ridanna è situata nella parte meridionale del Tirolo, al confine con l’Austria. Questa suggestiva vallata, che parte da Vipiteno e arriva a Masseria, è lo scenario perfetto per un weekend d’amore all’insegna del wellness, dello sci e del relax, tra le acque ricche di tepore delle piscine panoramiche e un cocooning straordinario.​

Circondato dal magnifico panorama innevato delle Alpi dello Stubai, con ghiacciai e cime che sfiorano i 3.000 m di altitudine, sorge il Plunhof Hotel****S, un luogo speciale che racchiude una storia antica e autentica, un’architettura di design e un’attenzione curata nei minimi dettagli con la sostenibilità e un concetto di benessere molto solido, che conquista anima, mente e corpo. Per chi desidera sciare, l’hotel è un punto di partenza perfetto per raggiungere quota con la cabinovia panoramica Racines-Giovo e arrivare a 2.150 m di altitudine. Da qui partono altri otto impianti che salgono ancora più in alto e che offrono uno spettacolo unico sulle cime circostanti. Boschi incantati di pini e abeti da attraversare in coppia, sfrecciando su 25 chilometri di piste innevate. E dopo lo sport, il relax. Il Plunhof è un vero e proprio tempio del benessere grazie alla sua magnifica Minera Acqua & Spa: pietre antiche che provengono dal cuore della montagna circostante, un tempo scrigno di preziosi filoni d’argento, oggi avvolgono gli ospiti in un percorso di benessere totale, tra saune minerarie a 80-100°, biosauna, bagno turco, sauna a infrarossi, piscine. Ben 4.000 mq per un’esperienza di relax unica, grazie anche ai trattamenti proposti nella Spa, che sfruttano proprio il potere energetico delle Alpi con rituali per il corpo e per l’anima, con i prodotti Biocosmetics Dottor Spiller e ancora QMS! Medicosmetics e Mary Cohr Paris.​

La chicca? Fare un “audace” bagno di coppia nel lago salato del Plunhof, all’aperto: la temperatura di circa 38 gradi permette al corpo di assorbire gli oligoelementi e i minerali del sale alpino disciolto nell’acqua per un effetto super detox e rilassante.




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Prezzi da 161,- euro a notte a persona in camera doppia, con colazione e cena con menu di 4-5 portate. www.plunhof.it

Nicoletta Currradi

lunedì 22 novembre 2021

Sui Monti Azzurri c'è più gusto...

 Nel territorio dei Monti Azzurri si mangia bene un po' dappertutto. Qui vi suggeriamo quattro opportunità:




Il ristorante DA LORE' si trova sulla sponda del lago di Caccamo. In un ambiente semplice e familiare si possono gustare piatti di cucina casereccia, preparati con ingredienti di qualità. La carbonara che cucinano è il piatto forte ed è davvero ccezionale. Le porzioni sono generose e i prezzi contenuti, il tutto è impreziosito dallo staff, sempre gentile, simpatico e disponibile, anche se a volte fa aspettare un po' troppo... Ma qui i ritmi sono più lenti, si sa. Chiedete però il vino in bottiglia, non sfuso, per sapere cosa bevete.  (Via Nazionale 34 Caccamo)




A breve distanza, sempre a Caccamo, in via Nazionale 80 si trova Rispan, ristorante e panificio, dove, oltre a pizze e antipasti, si possono gustare ottimi primi conditi con sughi vari come ragù classico o ragù di papero, oppure cannelloni e lasagne. II servizio è rapido e cortese. Anche qui è consigliabile ordinare vino in bottiglia, visto che le Marche producono buoni vini.




L’agriturismo Le Sodere è situato nella cornice delle valli dei Monti Azzurri, sulle colline di Belforte. 

La cucina  è nostrana di origine biologica, ricca di specialità della casa a base di agnello, pecora e castrato come coratella, trippa, taglierini al ragù di agnello, gnocchi al ragù di castrato, pecora in salmì e molto altro... Le carni provengono tutte da animali allevati in loco. 

È un angolo di paradiso immerso nella natura, sulla scia di un’attività di famiglia nata diverse generazioni fa, dedita, da più di venti anni, all’agricoltura ed alla zootecnia selezionata e controllata, in tutta tradizione e pieno rispetto per la natura.


Infine, il ristorante del nuovo hotel Chiaroscuro, sempre a Belforte, offre menù di pesce e di carne in un ambiente moderno e confortevole.


Nicoletta Currradi

martedì 12 ottobre 2021

Quindici candeline per il Magico Paese di Natale

 

Quindici anni del Magico Paese di Natale: dal 13 novembre al 19 dicembre un’edizione straordinaria in un anno straordinario.





Grandissime novità si prospettano per l'edizione 2021 de Il Magico Paese di Natale, tra gli eventi natalizi più longevi, amati e popolari d'Italia nonché undicesimo nella classifica dei migliori mercatini natalizi d'Europa per la prestigiosa associazione European Best Destinations.


Per il Magico Paese di Natale quella del 2021 sarà la quindicesima edizione: un’edizione all’insegna della rinascita, del cambiamento, della gioia ritrovata. Tutti simboli che sono sempre appartenuti al Natale e a una manifestazione che ha fatto dell’autenticità e del calore una sua caratteristica distintiva, in grado di differenziarla nell’affollato panorama degli eventi natalizi.


Come già annunciato, quest’anno – dal 13 novembre al 19 dicembre - il Magico Paese di Natale uscirà per la prima volta nella sua storia dalle mura del piccolo comune di Govone, il paese che lo ha ospitato fin dalla sua prima edizione, e invaderà i comprensori sciistici del cuneese, il pittoresco centro di San Damiano e un importante centro piemontese: la città di Asti, trasformandosi nel Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco.


Il Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco: la magia del Natale


In quest’anno così particolare come mai prima, il Magico Paese di Natale delle Terre Unesco vuole lanciare un messaggio: riscopriamo insieme la magia del Natale.


Il Magico Paese di Natale, da quindici anni a questa parte, è sempre stato il simbolo di un Natale diverso: autentico, sincero, tradizionale, spirituale, generoso. Tutti messaggi che mai come quest’anno diventano di attualità, temi urgenti da comunicare e divulgare.


Quindi oggi il Magico Paese di Natale vuole farsi portavoce di uno spirito del Natale diverso. Non nuovo, perché un tempo il Natale era esattamente questo: condivisione, gioia, felicità, bontà, risate. Tutti valori che abbiamo bisogno più che mai di riscoprire.


Per questo le Terre Unesco del Piemonte, quest’anno, diventano il luogo dove ritrovare la magia del Natale.


Il Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco: i luoghi


“Siamo entusiasti di confermare la nuova partnership con il Comune di Asti, che ci consentirà di portare la magia e la festa del Magico Paese di Natale per la prima volta in un altro bellissimo luogo della nostra regione, grazie ad un progetto di allargamento realizzato in piena sinergia con l'Ente del turismo Langhe-Monferrato -Roero”, aveva spiegato Pier Paolo Guelfo, organizzatore della manifestazione, all’indomani della partnership con il Comune di Asti


Proprio in virtù di questa collaborazione, quest’anno, il Magico Paese di Natale per la sua quindicesima edizione si sdoppierà, infondendo l'atmosfera natalizia anche nell'astigiano, e costruendo una grandiosa manifestazione di territorio.


“L'idea – spiega Pier Paolo Guelfo – è costruire per il prossimo Natale il più grande evento diffuso d'Italia, distribuendo le attrazioni tra Govone e Asti e costruendo un percorso che unisca i due comuni grazie alla magia del Natale”.


Da un lato, infatti, a Govone rimarrà il cuore tradizionale dell'evento, quello che lo ha reso tanto amato nelle scorse quattordici edizioni: la Casa di Babbo Natale con il suo musical, l'intrattenimento per i più piccoli guidato dalla Regina Antea, la mostra “Natale a Casa Savoia”, allestita nel Castello Reale, l’esposizione di bambinelli santi presso la Cappella Reale, con pezzi unici e rari provenienti da tutto il mondo e il gioco-show cooking del Festival del Cibo che avrà come conduttore e animatore lo chef Diego Bongiovanni. 


Contemporaneamente Asti ospiterà un evento natalizio parallelo e strettamente legato a quello di Govone, con la costruzione di quello che punta a diventare il più grande mercatino di Natale d'Europa.


Ad Asti verranno allestite più di 120 casette natalizie che racconteranno le migliori realtà artigianali ed enogastronomiche d'eccellenza provenienti da tutta Italia. Gli espositori, in rappresentanza del meglio che ogni regione del nostro Paese ha da offrire, sono stati infatti selezionati grazie a un'importante call to action nazionale, che ha invitato che le migliori realtà locali a inviare la loro candidatura per essere selezionate a partecipare al mercatino più importante e ricco d'Italia.


“Per noi la partecipazione di Asti al mondo de Il Magico Paese di Natale non è solo un grande motivo d'orgoglio – spiega Pier Paolo Guelfo – ma è anche l'occasione per permettere al nostro evento di svilupparsi in grandezza. In questi ultimi anni, dato il successo crescente dell'iniziativa, abbiamo più volte sentito la necessità di costruire qualcosa di più ampio, per accontentare il pubblico internazionale che sempre più numeroso affollava Govone: finalmente ne abbiamo l'occasione”.


E ancora, il Magico Paese di Natale si allargherà anche nel pittoresco centro di San Damiano d’Asti, con la riscoperta della sua grande tradizione del Presepe vivente. Una bellissima rappresentazione pre natalizia che mette in scena tutti i personaggi tipici del presepe: lavandaie, falegnami, calzolai, intagliatori, fornai, artigiani, mercanti, fabbri e ovviamente la scena della Natività.


Il Magico Paese di Natale, quest’anno, avrà anche una succursale in quota: Prato Nevoso, bellissima località montana che è già stata a luglio la sede dei primi mercatini natalizi fuori stagione.


Il Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco: il programma


Animazione, intrattenimento, shopping natalizio, tradizione, cultura: sono questi gli ingredienti del Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco 2021.

Il paese di Govone, storica location della manifestazione, ospiterà quest’anno tutta la parte di intrattenimento per famiglie.


Ci sarà naturalmente la Casa di Babbo Natale, con il tradizionale spettacolo nel castello di Govone, reggia sabauda patrimonio Unesco: un musical live autoprodotto sviluppato su più ambienti che porterà, come sempre, grandi e piccini all’atteso incontro con Babbo Natale. Una compagnia di artisti, guidata dal regista Vincenzo Sant’Agata, replica lo spettacolo per 32 volte al giorno, per un totale di 448 rappresentazioni nel corso dell’intera durata della manifestazione.


Ci sarà poi l’animazione della Regina Antea e della sua Scuola negli Elfi, con cui i bambini potranno imparare, scorrazzando in mezzo alle piante del giardino reale, tutti i trucchi per diventare dei perfetti aiutanti di Babbo Natale.


E ancora, Govone ospiterà, nella Chiesa di Santo Spirito, una suggestiva Esposizione di Presepi, realizzata raccogliendo un centinaio di presepi tra cui molti pezzi unici e storici provenienti da importanti collezioni private.


All’interno del Castello di Govone, inoltre, sarà possibile effettuare le visite alla scoperta della storia dei Savoia e delle loro preziose collezioni, come le splendide carte da parati cinesi del secolo XVIII che decorano interamente le pareti di quattro sale degli appartamenti della principesse, tra le più significative nel loro genere. All’interno del Castello, inoltre, verrà allestita una mostra dedicata al Natale in casa Savoia, con la rievocazione dei piatti e delle tradizioni delle feste dell’epoca, e lo svelamento di un importante segreto: fu la Regina Margherita, probabilmente, a importare in Italia la tradizione dell’albero di Natale decorato.


Inoltre, Govone ospiterà anche una nuova edizione del Festival del Cibo, il ciclo di incontri gastronomici dedicati ai prodotti della tradizione e alle ricette del Natale.Quest’anno l’evento avrà una chiave di lettura prevalentemente giocosa e divertente grazie al Cookig Christmas Show che sarà condotto da un elfo-chef decisamente particolare: Diego Bongiovanni.


Ad Asti invece verrà allestito quello che si propone di essere tra i mercatini di Natale più grandi d’Europa:casette di artigiani selezionati da tutta Italia proporranno le loro eccellenze al pubblico del Magico Paese. Prodotti enogastronomici, oggetti natalizi, accessori e decorazioni artigianali: la grandissima cura nella scelta dei partecipanti al mercatino fa sì da sempre che quello del Magico Paese di Natale sia un mercatino natalizio di altissima qualità.


Il Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco: informazioni pratiche


Magico Paese di Natale nelle Terre Unesco

13 novembre – 19 dicembre | www.magicopaesedinatale.com

 

Nicoletta Curradi

sabato 9 ottobre 2021

Gal Delta del Po, si chiudono il 10 ottobre i Birdwatching Days

 

Si chiudono domani i Birdwatching Days: molte le escursioni guidate sui vari angoli del Parco del Delta

 

Si chiude domani, domenica 10 ottobre, il ricchissimo programma dei Birdwatching Days, organizzati dal Gal Delta 2000. Molte le escursioni guidate negli angoli più suggestivi del Parco del Delta (a piedi, in barca, in bicicletta) con la possibilità di avvistare decine di specie nei loro habitat naturali. Eccone un quadro, da nord a sud del territorio, fra Goro e Cervia.

 

Al porto di Gorino (attracco motobarca Carcana), parte alle 11 l’escursione “Birdwatching al vecchio faro”, di circa due ore a bordo di una piccola imbarcazione ci si inoltrerà nei folti canneti delle oasi a ridosso del faro di Gorino, paradiso per gli uccelli acquatici. Sosta alla Lanterna Vecchia, faro sino al XIX secolo e oggi osservatorio naturalistico con vista panoramica sul Po di Goro e sull’omonima sacca.

 

Si dirige sempre verso la foce del Po, ma in bicicletta, l’escursione “Alle foci del Po di volano”. Ritrovo a Pomposa. Partenza lungo la Via Giralda fino all’Oasi Canneviè-Porticino. Si prosegue fino alla Torre della Finanza e salita. Dopo alcune informazioni e cenni storici della foce del Po di Volano, inizio del corridoio ciclabile realizzato nel tratto dove la Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola confina con la Sacca di Goro. Arrivo al belvedere Goara per una breve sosta, poi proseguimento per arrivare al Porto di Goro ed ammirare il panorama della grande sacca. Da qui si percorre la ciclabile Destra Po, per raggiungere Torre Abate. Il tour prosegue costeggiando il Bosco di Mesola per una sosta presso il Giardino del Delta. Rientro a Pomposa previsto per le 16.

 

A Bando, accompagnati da una guida ambientale, si percorreranno i sentieri delle Anse Vallive di Porto bacino di Bando per scoprirne la biodiversità: la fauna e la flora che caratterizzano l'Oasi saranno illustrate al visitatore, che potrà soffermarsi nei capanni di avvistamento posizionati lungo il percorso per attività di birdwatching o di fotografia naturalistica.

 

A Comacchio, alle 10.30 e alle 14.30, “In bicicletta alla vecchia Salina di Comacchio”, un ambiente unico dove la natura e l'uomo convivono in armonia. Estesa per oltre 600 ettari, situati alle spalle del Lido degli Estensi, la Salina di Comacchio conserva un impianto realizzato in epoca napoleonica e testimonia il ruolo rivestito fin dall’antichità di Comacchio nella produzione di sale. È formata da canali, dossi, specchi d’acqua, chiuse idrauliche e impianti di derivazione delle acque. Presenta alcuni edifici dismessi lungo il perimetro. L’estrazione del sale fu interrotta nel 1984, non ritenendola più un’attività remunerativa. Proprio per l’assenza di attività umane e quindi di disturbo, la Salina è stata eletta da moltissime specie di uccelli acquatici come sito ideale per la nidificazione: dal 2000 anche una delle più importanti colonie italiane di Fenicottero vi si è insediata stabilmente. Il percorso – di circa 7 chilometri - prevede anche la visita a una piccola mostra sull’attività di raccolta del sale.

 

 

Parte da Sant’Alberto la Pedalata dei fenicotteri: escursione di circa due ore, in bicicletta, lungo le Valli Meridionali di Comacchio, attraversando lingue di terra, avvolti dai suoni della natura e circondati da specchi d’acqua e distese di fenicotteri. Un’oasi naturalistica in cui è possibile ammirare sempre i fenicotteri: da anni infatti sono stanziali e considerano questo luogo casa.
Muniti di binocolo, si potranno riconoscere anche tante altre specie che vivono in questa zona, seguendo i loro comportamenti di vita quotidiana: accudimento del nido, corteggiamento e tanto altro. Per raggiungere le Valli si attraverserà il fiume Reno a bordo di un traghetto elettrico, a impatto zero sull’ambiente, e successivamente ci si muoverà solo in bicicletta, silenziosamente all’interno delle Valli.

 

Infine, nella parte più meridionale del Parco, l’escursione “In barca sul Bevano”, che parte dal centro visite Cubo Magico Bevanella: lentamente, su una barca elettrica, si percorrerà il Torrente Bevano, tra le Oasi Ortazzo e Ortazzino, immersi in un ambiente quasi incontaminato e ricco di avifauna; fino ad arrivare alla foce del Bevano, l’unica foce libera dell’Adriatico settentrionale.

 

Per informazioni e iscrizioni a tutte le escursioni, visitare il sito deltadelpo.eu.

 

Nicoletta Curradi






venerdì 24 settembre 2021

Successo per il Festival del turismo esperienziale

 

 Successo oltre ogni aspettativa per il FESTIVAL del TURISMO ESPERIENZIALE, organizzato dalla PromoNU di Nicola Ucci a Firenze, presso il Grand Hotel Mediterraneo lunedì 20 e Martedì 21 Settembre 2021.





              

Cammini religiosi e spirituali, montagna e turismo outdoor, ambiente e natura, arte e cultura, borghi storici e artigianato, gastronomia e turismo rurale, terme e benessere, treni turistici e navigazione sono stati al centro dell'offerta turistica nazionale ed estera presente.

 

Nicola Ucci, patron della manifestazione, conferma come, nel mercato turistico “emerge sempre più, accanto all’appeal della destinazione, il valore delle experience di viaggio, attraverso la scoperta della storia e delle tradizioni locali, e dello storyliving in cui il turista vive da protagonista esperienze ed emozioni insieme ai residenti locali. Il viaggio e la vacanza sempre più si arricchiscono di un forte elemento emozionale che porta il visitatore a dare molta importanza alle esperienze vissute durante il soggiorno, alle cose imparate, alle relazioni avute, ai ricordi che si porta dietro”.

 

Più di 50 i Seller/Espositori presenti al Festival, ognuno con una propria postazione per gli incontri B2B con gli oltre 150 Buyer accreditati, in un workshop continuo che ha permesso networking, scambio di idee, avvio di progetti turistici e non solo.

 

 Oltre al workshop la prima edizione del festival è stata arricchita da due Convegni  – uno sul turismo post Covid ed un altro sulla vacanza attiva, da una Tavola Rotonda sui Cammini e sul camminare lento ed un Meeting dei Territori Esperienziali a cui hanno partecipato operatori professionali e pubblico selezionato ed accreditato.






 

Inoltre, tutti gli operatori turistici Seller/Espositori, hanno partecipato ad un Concorso a premi “CORTO & PROMO” sui cortometraggi promozionali. La giuria, composta da esperti del cinema e della comunicazione ha assegnato tre premi:

-        Premio The Best, vinto da Sava Hotels & Resort, per il miglior mix di immagini, musica, atmosfere, emozioni e ambienti;

-        Premio Charme, vinto da Malta Tourism Authority, per la sua capacità di attrazione e di emozioni suscitate;

-        Premio Ambienti, vinto dalla Pro Loco di Livorno, per la migliore proposta di ambienti naturali, urbani, architettonici o di interni.

 

 

Per info:

Festival del Turismo Esperienziale by PromoNU di Nicola Ucci

www.promonu.it tel. 333 2903692



Nicoletta Curradi




 


giovedì 29 luglio 2021

A Catanzaro alla scoperta delle sue meraviglie

    

È stato un successo, l'ennesimo, l’educational tour in provincia di Catanzaro per una selezione di travel blogger e giornalisti specializzati, svoltosi sotto il format Undiscovered Italy Tours, ideato e realizzato per il quarto anno da Daniela Corti Events con il patrocinio dell’Enit, in partnership con la Camera di Commercio di Catanzaro e col sostegno di Comune e Proloco di Tiriolo e dell’Associazione 3T. Sponsor per i gadget: Fabbrica di liquirizia Amarelli.
Il tour si è svolto da lunedì 19 a giovedì 22 luglio. Quindici i partecipanti, che hanno visitato luoghi e location adatti alla celebrazione di matrimoni o all’organizzazione di eventi a carattere nazionale e internazionale, incontrando personalmente le eccellenze locali del settore, con speciale riferimento al tessile e alla filiera food & wine.
La copertura mediatica locale è stata di LaC tv e LaC news24. Ha collaborato l’agenzia di viaggi Antoior Travel. Ecco una cronaca tematica dei luoghi visitati.

Location per eventi
Borgo del Convento (Petrizzi): monastero del XV secolo adagiato sulle colline dal mare Ionio. Un iconico pezzo della storia italiana, protetto come patrimonio artistico e culturale, è un elegante agriturismo e una sorprendente location per matrimoni, eventi e feste. 300 mq di sala all’aperto, ampie sale interne, 10mila mq di giardini, due chiese e una cappella, 16 camere con oltre 40 posti letto. Il gruppo ha fatto base qui.

Ph. Nicoletta Curradi

Cantine vinicole Lento (Amato): la famiglia Lento ha legato il proprio nome al vino e alla storia della Doc Lamezia, dedicandosi all’attività con passione e impegno che si rinnovano da quattro generazioni. Nella Tenuta, immersa tra i vigneti, si organizzano visite guidate, degustazioni, ricevimenti di nozze, convegni, meeting, cene sociali, incontri di lavoro. Soluzioni flessibili e personalizzate.


Ph. Melissa Fusari

Mulinum (San Floro): azienda agricola nata in Calabria dal sogno di dar vita a una filiera del grano completa e controllata in ogni passaggio, che parte dalla coltura in biologico di varietà di semi locali per arrivare alla produzione di farine integrali, macinate a pietra. Successivamente le farine vengono trasformate in pane secondo antiche ricette e con l’utilizzo di lievito madre, e in prodotti da forno dolci e salati.
Nido di Seta (San Floro): gruppo di giovani calabresi impegnato nella tutela dell’ambiente e del paesaggio riprendendo l’antica filiera della gelsibachicoltura. Percorso eco-esperienziale lungo un sentiero che si incammina nel cuore di una pineta adulta dove il paesaggio e la natura sfidano l’occhio del visitatore. Fattoria didattica per assistere alla produzione della seta, dai bachi al prodotto finito.
Osteria Il Frantoio (Soverato): immersa nel borgo antico di Soverato Superiore, ubicata nei locali di un antico frantoio finemente restaurato, ha interni rustico-chic che accolgono una trentina di persone in un’atmosfera romantica e familiare con l’enorme macina e la possente pressa che contornano l’arredamento. La cucina rivisita i piatti della tradizione proponendoli in una chiave contemporanea. 300 etichette in cantina.
Parco della Biodiversità Mediterranea (Catanzaro): originariamente conosciuto come parco della Scuola Agraria, è situato nel comune di Catanzaro ed è dedicato alla flora e fauna tipiche dell'area mediterranea. Il giardino botanico presenta innumerevoli versioni di piante e arbusti caratteristiche della fascia climatica mediterranea direttamente curate dalla scuola agraria situata all’interno del parco.
Ristorante Swing (Soverato): specializzato in pesce, offre cucina moderna con prodotti tipici del territorio. Menù originali e dal sapore unico grazie alla costante ricerca del gusto perfetto, che nasce unendo i diversi ingredienti freschi al metodo di preparazione corretto, e aggiungendo un pizzico di originalità a ogni portata.
Tenuta delle Grazie (Curinga): circondata da uliveti, vanta un’atmosfera calma e serena, ingentilita dai prati verdi e dalle vegetazione della zona. Il vecchio mulino, il casale in pietra, e l’antico canale d’acqua trasportano immediatamente l’ospite nel passato. Lo chef, stellato Michelin, attraverso l’elaborazione dei suoi piatti, propone menù tipici della cucina calabrese rivisitati in chiave moderna.

Appuntamenti con la cultura
Chagall. La Bibbia: mostra, ospitata nel Complesso Monumentale del San Giovanni (CZ), sul rapporto di Marc Chagall con la religione ebraica e la sua personalissima maniera di rileggere il messaggio biblico. Propone 170 opere grafiche, corredate da un ampio apparato didattico sui temi chagalliani e biblici, sull’ebraismo in Calabria e sulle influenze dell’arte ebraica sulla cultura contemporanea. Aperta sino al 29 agosto.
Mostra degli Strumenti Musicali Popolari (Tiriolo): allestita nella suggestiva Chiesa Scala Coeli, rappresenta un viaggio affascinante nella storia e nella cultura della Calabria attraverso gli strumenti musicali. Ci sono le zampogne, la lira calabrese, i flauti, i tamburelli che con l’organetto e i bassi sono gli strumenti della tarantella riggitana.
Museo del Costume (Tiriolo): allestito in un’ala di un elegante edificio costruito negli anni Trenta. Si propone come centro di ricerca e di studio del patrimonio etnografico e dell’evoluzione storica dell’abbigliamento popolare calabrese. Il percorso espositivo permette di apprezzare ben 35 abiti tipici della tradizione calabrese, alcuni frutto di attività di ricerca e recupero, altri copie di modelli fedeli agli originali.
Museo della Seta (San Floro): allestito nel Castello Caracciolo, custodisce i cimeli della storia sericola calabrese: costumi d’epoca, damaschi, paramenti sacri damascati, manufatti in seta greggia contemporanei. Una sezione è dedicata al gelso, al baco da seta e alle fibre naturali. Un’area è riservata alle tinture naturali mentre un’altra contiene il laboratorio tessile e l’esposizione del campionario delle tinte.
“Pietà” di Antonello Gagini (Soverato): custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata, risale al 1521, è in in marmo bianco carrarese e raffigura la Vergine avente in grembo il Cristo morto. Porta nel volto della Madonna i segni di un profondo, umanissimo dolore, assai lontano dal modello della Pietà di Michelangelo. Serena è invece la morte del Cristo.

Dichiarazione di Daniela Corti
«Il territorio di Catanzaro può a buon diritto essere definito uno dei più ricchi al mondo quanto a opportunità per il turismo e retaggio culturale. Offre una quantità di location eccellenti per ogni tipologia di evento, e sono davvero lieta di averne mostrato una sintesi a professionisti così qualificati. Un ringraziamento particolare da parte mia va alla Camera di Commercio di Catanzaro e al Presidente Daniele Rossi, per il suo prodigarsi a favore dell’incoming in Calabria, che sta dando tanti frutti».
                    
Info:  https://danielacortievent.com

Nicoletta Curradi

giovedì 22 luglio 2021

Al via il cammino del Bitto e Valtellina Casera

 SENTIERI DI GUSTO


AL VIA IL CAMMINO DEL BITTO E VALTELLINA CASERA

TRA NATURA, TRADIZIONE E GUSTO: SETTE TAPPE DA NON PERDERE TRA I BORGHI DELLA VALTELLINA 

 

Al via il cammino creato dal Consorzio per la tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto per scoprire i luoghi e i segreti dei due formaggi DOP 


Disponibile online e nei punti turistici la guida pocket “I Sentieri di gusto: viaggio in 7 tappe alla scoperta delle DOP Valtellina Casera e Bitto”

 

 Borghi storici e montagna, pizzoccheri e Sciatt, terrazzamenti e vini di grande struttura ma soprattutto…formaggi da assaporare in alpeggio e in latteria. È solo un assaggio delle emozioni da vivere grazie al primo cammino del Valtellina Casera e Bitto Dop, realizzato dal Consorzio per la Tutela dei due formaggi. I “Sentieri di gusto”, prevedono sette percorsi enogastronomici e culturali tra i borghi e gli alpeggi più caratteristici delle due produzioni casearie simbolo della Valtellina. Sette tappe che saranno raccontate attraverso il booklet “Sentieri di gusto”, a disposizione dei turisti nei punti informativi e negli enti turismo locali e scaricabile dal sito https://www.ctcb.it/sentieri-di-gusto.

 

Un’occasione per scoprire terrazzamenti storici della Valtellina e borghi fuori dalle consuete rotte turistiche, come Chiuro o Morbegno, ma soprattutto per scoprire segreti e luoghi di produzione del Valtellina Casera, il re dei formaggi valtellinesi di latteria, e del Bitto, il re dei formaggi di alpeggio estivo, prodotto con latte appena munto e lavorato nelle baite a 1400 metri di altezza. Un modo per apprezzare cucina e tradizioni tramandate dalle genti che della Valtellina hanno fatto, da generazioni, la loro terra: uomini e donne, casari e pastori che, ancora oggi, col loro amore e la loro esperienza, restituiscono formaggi unici al mondo. 

 

Si parte da Chiavenna con i suoi crotti, gallerie rocciose naturali in cui la temperatura costante (tra i 4° e gli 8° per tutto l’anno) garantisce il clima ideale per la stagionatura dei vini ma anche dei formaggi, per arrivare a Morbegno, che da oltre 100 anni ospita la mostra del Bitto e una delle sue più antiche botteghe. Qui ha sede anche la fattoria La Fiorida, dove la filosofia della filiera corta si sposa con albergo di charme, centro benessere e stella Michelin (ristorante la Presef), o la Latteria Sociale della Valtellina, dove ammirare antichi strumenti in legno e la coldera, la grande marmitta in rame dove si preparavano formaggi, e fare scorta di prodotti caseari. Andando verso Albaredo, nel Parco delle Orobie, immancabile la sosta in alpeggio al rifugio Alpe Piazza, per assaggiare il Bitto e sperimentare un volo in elicottero verso il ghiacciaio perenne del Monte Disgrazia. Si prosegue con il borgo antico di Chiuro per una visita all’omonima latteria sociale pluripremiata al concorso del Bitto (per il Bitto 2020, per il Valtellina Casera giovane e per quello con una stagionatura fino a dieci mesi). 

Nelle vicinanze, Teglio: uno dei borghi più belli d'Italia e patria indiscussa del pizzocchero, sede dell’Accademia del Pizzocchero oggi conosciuta in tutta Italia. 

A Tirano, fa tappa il mitico trenino rosso del Bernina, la tratta ferroviaria più alta delle Alpi e una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide del mondo. Imperdibile la via dei terrazzamenti che modellano la montagna in un cammino di 70 chilometri sorprendente per i suoi spettacoli naturali: un itinerario dove ci si perde tra vigneti e muretti a secco e lungo il quale assaggiare vini identitari come il Sassella, l’Inferno e lo Sforzato, in abbinamento ai formaggi Bitto e Valtellina Casera.

Per chi ama l’archeologia, c’è il Parco delle Incisioni Rupestri con la Rupe Magna di Grosio, tra le più grandi rocce incise nell’arco alpino: con oltre 5.000 figure di lottatori e animali che risalgono al Neolitico, è uno dei luoghi più visitati in Valtellina. Infine, Bormio con le sue terme, i profumi e colori delle 2.500 specie vegetali raccolte nel giardino botanico alpino Rezia e il suo Braulio, il liquore tipico della zona, e Livigno. Incastonata nell’angolo più settentrionale della regione, è una località perfetta per escursioni in mountain bike, trekking (ad esempio in Val Saliente, Val di Viera, Sorgente Solforosa) e arrampicate, tanto da essere soprannominata in Lombardia, il “Piccolo Tibet”.  I più pigri, potranno arrivare al Crap de la Parè un balcone naturale a 2.400 metri che offre la vista panoramica più bella del paese. 


“Gli itinerari del gusto rientrano all’interno della campagna di promozione “Alle origini del Gusto” e nel piano strategico di investimenti sul territorio per il biennio 2021-2022 del valore complessivo di 600mila euro, annunciato lo scorso maggio. Il nostro obiettivo è sviluppare un’offerta turistica a 360°, di un territorio che conta quasi 1.200 attività ricettive e che nel 2019, pre-pandemia, aveva registrato tre milioni di presenze con un aumento di quasi un terzo rispetto al 2017, grazie ad una offerta che si sviluppa principalmente tra Madesimo, Bormio con le fonti termali, e Livigno (report di The European House – Ambrosetti),valorizzando anche l’offerta gastronomica che i nostri allevatori, produttori e stagionatori, piccole e grandi aziende zootecniche, latterie di paese e moderni caseifici offrono, portando avanti una tradizione millenaria” -ha spiegato Vincenzo Cornaggia, Presidente del Consorzio CTCB.

 

I percorsi, raccontati attraverso una cartina e a disposizione dei turisti nei punti informativi e negli enti turismo locali, saranno pienamente fruibili online anche da smartphone e tablet. Un modo per avere informazioni turistiche sui borghi, suggerimenti sui percorsi (montani, religiosi e culturali), una panoramica delle eccellenze enogastronomiche e il calendario degli eventi estivi. 

 

 

Ecco gli itinerari più suggestivi e appetitosi per scoprire il meglio della Valtellina e nutrire tutti i sensi:

 

Tappa #1: Chiavenna 

NEL CUORE DEL CROTTO OMBRA, DOVE DA SECOLI SOFFIA IL SOREL

 

La prima tappa è Chiavenna, piccola cittadina situata al centro della valle omonima. 

Chiavenna è il paese dei crotti, gallerie rocciose naturali formatesi da antiche frane e dove da sempre soffia il Sorel, una corrente d'aria fredda naturale proveniente dalle viscere dei monti che mantiene una temperatura costante tra i 4° e gli 8°C sia in estate che in inverno per tutto l’anno. La temperatura ideale per la stagionatura dei formaggi, come il Bitto e Valtellina Casera. All’interno di un crotto si legge il motto: Si beve vino e si tiene scuola di umanità. Molti crotti offrono uno spazio per degustazioni, ideali per ristorarsi con un buon bicchiere di vino e un tagliere assortito di salumi e formaggi, per ritrovare la giusta carica e proseguire l’esplorazione di Chiavenna. Alla Latteria Carden all’Alpe Teggiate sul Monte Spluga, vicino Madesimo, tutto è d’autore: dall’insegna ai formaggi. Merito del casaro-artista Felice Codega e di suo figlio Simone, che proseguono la tradizione di famiglia lavorando il latte d’alpeggio per farne Bitto D.O.P. 


Tappa #2: Morbegno 

UN GIOIELLO TRA LE ALPI: QUI IL BITTO VA IN MOSTRA 

 

Nel 2019 è stata città alpina dell'anno ed è il centro principale della bassa Valtellina: Morbegno è un piccolo gioiello circondato dalle Alpi. Qui scorre il fiume Bitto, che segue le valli di Gerola e San Marco. Attraversando il ponte troverete uno storico negozio alimentare: nella sua cantina viene stagionato il Bitto. Da oltre cent’anni, infatti Morbegno ospita a ottobre, la Mostra del Bitto, un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati della montagna e della Valtellina. A pochi km da Morbegno, una tappa obbligata è l’azienda agrituristica La Fiorida, dove è possibile visitare la stalla, nonché assistere alla produzione del formaggio e degustarlo. Qui è possibile anche soggiornare presso l’agriturismo di charme con Spa, che utilizza i prodotti dell’azienda agricola per una vacanza all’insegna delle quattro stagioni. Da non perdere oltre ai formaggi, il gelato, home made! Altro spaccio della zona è la latteria Valtellina di Delebio, importante per la produzione del Valtellina Casera e per la stagionatura del Bitto, dove è possibile fare visita al museo della produzione casearia con diversi strumenti in legno e la coldera, la grande marmitta in rame usata per la preparazione dei formaggi. Per chi vuole concedersi invece una visita in alpeggio il rifugio Alpe Piazza, nell’omonima località a 1.835 m s.l.m., nel Comune di Albaredo per S. Marco è attrezzato per offrire pranzi nella natura con tavolate di oltre 40 persone.  

 

Tappa #3: Ponte in Valtellina e Chiuro 

TRA CASE NOBILIARI, CORTILI E PIZZOCCHERI


Chiuro è un borgo antichissimo con resti risalenti alle età preistoriche. Antico anche il suo nome: ciür, come suona in dialetto, o Clure di origine ligure o reto-etrusca. Qui è d’obbligo una visita allo Spaccio

della Latteria Sociale di Chiuro, dove è possibile acquistare i prodotti dell’azienda, pranzare e conoscere meglio le produzioni locali. Lo spaccio ospita una stuzzicheria al secondo piano, dove pranzare e degustare un fresco gelato artigianale. Oltre a produrre formaggi, la Latteria di Chiuro ha sviluppato una linea di yogurt dai gusti freschi e genuini; collabora inoltre con una cooperativa sociale valtellinese, che produce ottime confetture extra di frutta. Nelle vicinanze merita una visita Teglio, uno dei borghi più belli d'Italia caratterizzato da bellezze naturali e culturali, nonché patria dei pizzoccheri, piatto simbolo dell’intera Valtellina e la cui ricetta è tutelata dall'Accademia del Pizzocchero. Da non perdere la festa del pizzocchero in programma dal 26 al 28 luglio ai piedi della torre medievale di Teglio. Durante la festa oltre ai pizzoccheri interamente preparati sul posto, come tramandato da generazioni, si potranno gustare gli sciatt, carne alla piastra, salumi e formaggi valtellinesi. 


Tappa #4: Tirano

TRA ITALIA E SVIZZERA, LUOGO D’INCONTRO TRA DUE CULTURE 


Al confine con la Svizzera, Tirano, abbracciata dalle ripide montagne e da estesi vigneti. Eletta “Città Slow” e “Città del Vino”, è la meta ideale per trascorrere qualche giorno per rigenerare il corpo e la mente con l’aria fresca di montagna e i sapori genuini della cucina tradizionale. Perdetevi tra i palazzi nobiliari, le piazzette e vicoli dal sapore antico e fermatevi ad ammirare il Santuario della Madonna di Tirano. Qui, il 29 settembre, i panifici realizzano un dolce lievitato chiamato lo scudo di San Michele. Diviso in spicchi, uno di questi contiene un fico; la tradizione vuole infatti che il veggente, il Beato Mario Omodei, avesse con sé un cestino di fichi. Chi lo trova sarà fortunato. Provate il Bitto e il Valtellina Casera insieme al miele o alla frutta secca, l’ideale per esaltare al massimo il gusto di questi due formaggi. A Villa di Tirano, antica Pieve, si trova l’Azienda agricola La Motta di Stefano Rumo dove oltre all’attività produttiva di deliziosi formaggi e prodotti tipici, c’è un centro ippico attrezzato per il trekking a cavallo e in carrozza, oltre che per i laboratori con i cavalli per grandi e piccini. Una volta riempito lo stomaco, proprio da Tirano si può salire sul Trenino Rosso del Bernina  lungo la Ferrovia Retica, Patrimonio dell’Unesco dal 2008 e collega la località valtellinese a 492 metri di quota, con Saint Moritz.

 

Tappa #5: Grosio 

UNO SCRIGNO DOVE RISPLENDONO I SECOLI DELLA VALTELLINA


Vero e proprio scrigno, Grosio è un borgo molto antico che custodisce i secoli della Valtellina, a partire dal Parco delle Incisioni Rupestri dove sulla Rupe Magna sono state rinvenute oltre 5.000 incisioni di carattere sacro e dedicate a scene di vita quotidiana risalenti al'età del bronzo. A Grosio è possibile visitare due veri e propri castelli medievali, in quanto Grosio è stato parte del feudo dei Valvenosta del XI secolo, e XIV secolo. Da Grosio si può vivere l’esperienza dell’alpeggio raggiungendo l’alpe Boron e l’alpe Malghera, dove a 1.964 metri si produce il Bitto. Proprio in località Malghera che si svolgono feste tradizionali da non perdere: la caratteristica festa di apertura dell’alpeggio i primi di giugno, la solenne festa della Madonna Assunta il 15 agosto e la festa della chiusura dell’alpeggio la seconda domenica di ottobre. 

 

Tappa #6: Bormio 

AL RINTOCCO DELL’ANTICO KUERC, TORRE DELLE ORE SENZA TEMPO


Che sia per sciare, andare in mountain-bike o semplicemente camminare, non potrete andare via da Bormio senza prima aver fatto tuffo alle Terme. Bormio è un gioiellino dove ai resti medievali si mischiano a quelli del XIV-XVI secolo, epoca d’oro del contado, e in cui potrete incontrare numerosi edifici civili e religiosi oltre al Kuerc, la torre delle ore del XV secolo dove il consiglio cittadino amministrava la giustizia, che assieme alla Torre della Bajona che lo sovrasta, è il simbolo stesso di Bormio. Fermatevi alla vecchia farmacia Peloni, dove è nato il famoso amaro locale Braulio. Vallate verdi di pascoli e ricche di malghe, al confine con la Svizzera e a pochi chilometri da Bormio e dal passo dello Stelvio, dove potrete godere di un panorama mozzafiato. Inoltre, tra le tante attività proposte, anche quella di scoprire la vera vita degli alpeggi e vivere l’esperienza di mungere insieme ai pastori, lavorare il latte e fare i formaggi insieme al casaro, aiutare a fare il fieno e a curare gli animali, imparare a sellare un cavallo, come sull’alpeggio della famiglia Pedranzini, dove nel pieno rispetto della tradizione, si producono da generazioni ottimi formaggi e salumi, insieme ad altri prodotti di altissima qualità e dove d’estate si produce il Bitto. 


Tappa #7: Livigno 

UN PAESE FATTO DI CASE DI LEGNO, CUSTODE DELLA TRADIZIONE DELLA MONTAGNA 

L’ultima tappa del viaggio ci porta in Alta Valtellina, a Livigno, il piccolo Tibet lombardo. Meta ideale per ogni stagione, a Livigno è impossibile annoiarsi: dallo sci alla mountain-bike, dal trekking alle passeggiate a cavallo tra l’Italia e la Svizzera, allo shopping, a Livigno non si paga l’IVA. Per via dell’altitudine a cui il paese è situato (a circa 1800 m di quota) e della posizione che la isolava per molti mesi l’anno, il borgo è realizzato completamente in legno e materiali reperibili in montagna, caratteristica unica che vi lascerà a bocca aperta. 

Vicino alla chiesa parrocchiale, verso via Pamont, una deliziosa struttura in legno ospita la Latteria di Livigno, che dal 1954 produce prodotti tipici. A 1.816 metri di altezza, la Società Agricola di Silvestri Giorgio & C. custodisce il foraggio col quale produce Bitto, Primofiore, Scimudin, burro, ricotta e formaggi dal profumo inconfondibile, fatti con latte proveniente da bovine di razza bruna italiana. Per gli amanti delle emozioni d’alta quota a Livigno, a ben 2200 metri d’altezza, c’è poi l’Alpe Federia con un agriturismo, che offre ai suoi ospiti oltre alla possibilità di mangiare e alloggiare anche quella di visitare un vero alpeggio e scoprire dal vivo come nasce il più pregiato formaggio della tradizione. Con un’oretta di cammino tra boschi di conifere e prati fioriti, è possibile raggiungere l’Agriturismo Alpe Mine, dove in estate vengono condotti gli animali per la produzione del Bitto. L’agriturismo accoglie anche gruppi, per un’allegra cena in compagnia tra amici. 


to DOPAlpeggio e natura

Bitto DOPAlpeggio e natura

Bitto DOPAlpeggio e natura

CONSORZIO PER LA TUTELA DEI FORMAGGI BITTO E VALTELLINA CASERA

Consorzio per la Tutela dei Formaggi Bitto e Valtellina Casera opera dal 1995 in provincia di Sondrio per difendere l'unicità dei due formaggi DOP valtellinesi, tutelarli da qualsiasi imitazione e promuoverli sul mercato nazionale ed internazionale. E lo fa grazie ad una serie di scrupolosi controlli sull’intera filiera. I soci del Consorzio, che appartengono alle due filiere produttive sono 165 tra allevatori, produttori e stagionatori, piccole e grandi aziende zootecniche, latterie di paese e moderni caseifici. Dal 1996 Valtellina Casera e Bitto hanno conseguito la DOP: la loro produzione segue ritmi, saperi e regole ben precise dettate dai disciplinari di produzione, a garanzia dell’origine e dell’unicità di questi formaggi. L'ente certificatore a garanzia del consumatore è dal 1998 il CSQA di Thiene.

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Nicoletta Curradi