venerdì 26 giugno 2020

Calabria: in viaggio alla ricerca delle perle italiane più preziose (3a tappa)


La terza tappa del nostro viaggio alla scoperta delle bellezze calabresi ci porta  a  Torre Sant'Antonio, una torre "cavallara" costruita nel XIII secolo per l'avvistamento delle flottiglie di pirati provenienti dal mare. È detta "Cavallara" perché era presidiata da due guardie l che, a cavallo, perlustravano a turno il litorale. I segnali di pericolo erano diffusi con fumo e fiamme  accese sulla sommità. La Torre è la prima sulla costa ionica meridionale e precede le torri angioine della fine del secolo XIV.



È  vicinissima al mare, a ridosso della torre a pianta circolare la rimessa per i cavalli, che venivano utilizzati dalle guardie per avvisare il villaggio situato sulla collina dell'arrivo dei pirati. Al complesso originario sono stati aggiunti altri due fabbricati. La torre è cilindrica con un diametro di sette metri, ha subito, nel tempo delle modificazioni, ma sono state rispettate ugualmente le sue caratteristiche costruttive, tra cui i merletti, le aperture, la scala esterna ed il colore dell'intonaco. La torre è sottoposta a vincolo monumentale e paesistico, con un'ampia zona non edificabile. La torre è di proprietà privata, ed oggi è utilizzata come ‘resort' in un'area fortemente turistica. 

La Torre  S.Antonio diviene nell'800 sede centrale di un borgo marinaro con attracchi delle navi. Il borgo si collocava all'interno di una fortificazione ed era formato dalla Torre di S.Antonio, dalla chiesetta di Porto Salvo e da una serie di case di pescatori alcune delle quali ancora conservate.  Il borgo viveva principalmente di pesca, agricoltura e commercio dell'acqua. A fine '800 fu acquistata dalla famiglia Badolato, dalla vendita da parte del nuovo Regno d'Italia delle proprietà del demanio borbonico. Oggi il complesso composto dall'antica Torre cavallara e la rimessa dei cavalli, più i due fabbricati costruiti nei primi del novecento sono proprietà degli eredi di Francesco, Isabella ed Elio Badolato, la famiglia che ha promosso lo sviluppo turistico del paese,.  (www.torresantantonio.it)

Nei dintorni si possono visitare la località di Santa Caterina dello Jionio in  posizione strategica a metà strada tra cielo e terra, tra montagna e mare con tante  opportunità per trascorrere una vacanza varia e intensa.


Soverato, a pochi km di distanza, rappresenta il polo turistico più importante sulla costa jonica e per la sua bellezza è definita "la perla dello Jonio". È suddivisa in tre zone, la prima sulla costa, Soverato Marina, la seconda in bassa collina, Soverato Superiore, e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato, distrutta dal terremoto del 178, Soverato Vecchia. 
La sabbia delle lunghe spiagge di Soverato è bianca e fine, le acque limpide e cristalline. 




L’Agriturismo La  Sena,gestito dalla famiglia Rudi, sorge sulle colline di Santa Caterina con vista sullo Jonio. La struttura, recentemente ristrutturata, dista pochissimo dal mare e  dalle Serre Calabresi, offrendo quindi la possibilità di  scegliere in piena tranquillità mare o montagna ed è circondato da oliveti, agrumeti e campi  di ortaggi. La cucina è veramente salutare e gustosa.




La visita della zona non può finire senza una sosta al borgo di Badolato, vero e proprio gioiellino nel cuore della Calabria,  in collina ma  con. La possibilità per i visitatori di svegliarsi la mattina ed affacciarsi direttamente sul mare. Il borgo è molto antico,  fondato intorno al 1080 dal primo Duca di Calabria Roberto il Guiscardo, poi è appartennuto a vari baroni e nobili come i Ruffo e i Toraldo fino ai Borgia principi di Squillace.

Nel corso della sua storia, il paese è stato  soggetto a diversi e pesanti terremoti che hanno portato gli abitanti a scendere sul mare, per dare vita alla più giovane e moderna Badolato marina. Nel dopoguerra si è spopolato e ha visto la gente progressivamente spostarsi nelle regioni del nord Italia e in altri paese europei. Ma alla fine degli anni 90 ha preso corpo la nuova vita di Badolato: nel 1997 sbarcarono a Marina di Badolato 800 profughi curdi che riaprirono le vecchie case abbandonato, dando il via al ripopolamento del borgo. Il risalto mediatico internazionale ha spinto  tanti europei a comprare casa a Badolato, ristrutturarla e godersi la pensione nel borgo accogliente,.

Passeggiando nel borgo si possono ammirare Piazza Castello, la Torre Campanaria, il Convento di S. Maria degli Angeli e  altre chiese.

Tante sono  le attività ristorative di qualità in cui provare  i tipici prodotti calabresi.


3/continua

Nicoletta Curradi 

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